Marketing sportivo un priorità anche a livello dilettantistico

Negli ultimi anni è emersa l’importanza di strategie di social media marketing nel calcio, poiché le società sono diventate dei veri e propri brand e in quanto tali, necessitano di tutte quelle accortezze che aziende di altri settori hanno, compresa quindi un’attenzione specifica alla sfera del web e dei media sociali, per poter dialogare con i tifosi e comunicare con un tono di voce adeguato l’immagine di marca utile anche per intrattenere rapporti anche con i propri sponsor i quali, fino a qualche anno fa, erano visti, soprattutto a livello dilettantistico, come attori passivi, donatori di denaro e non parte attiva di un rapporto di collaborazione che portasse poi ad un effettivo ritorno di immagine e comunicazione per la stessa azienda.

 

SOCIAL E MONDO DEL CALCIO

Essere presenti sui social media offre alle società di calcio innumerevoli vantaggi tra cui, chiaramente, un’interazione diretta con i tifosi che in sostanza rappresentano la linfa vitale di ogni club; inoltre è possibile diffondere l’universo immaginativo che ruota attorno alla società, con la condivisione di contenuti esclusivi che difficilmente frequentando soltanto lo stadio o guardando un match dalla TV si riuscirebbero a carpire.

 

 

 

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Tra le caratteristiche principali della comunicazione al tempo dei social vi sono sicuramente la brevitas e la rapidità di un’informazione che viaggia in tempo reale, facilitando, per esempio, la diretta testuale di eventi come le partite, ma anche delle visite mediche dei calciatori e o delle conferenze stampa.

 

Il mondo dei social ha senza dubbio consentito ai club di calcio di raggiungere un pubblico più vasto  ed avvicinare persone appartenenti a qualunque fascia d’età, ottenendo così maggiore visibilità.

 

A dimostrare il forte connubio tra calcio e social media ci ha pensato Twitter che, in occasione della vittoria della Premier League 2016/2017 da parte del Chelsea, ha omaggiato Antonio Conte creando una particolare emoji che richiama nelle fattezze proprio il tecnico italiano. L’emoji compariva utilizzando l’hasthat #ChelseaChampions:

https://mobile.twitter.com/ChelseaFC/status/865480467516071936

Il social media marketing nel calcio aggiunge alle best practice da seguire per pensare a strategie efficaci nei settori più generici dei sentimenti abbastanza specifici come passione e senso di appartenenza perché la fede (non a caso) calcistica somiglia ad un credo religioso e, per questo motivo, fa leva su impulsi praticamente innati e ben radicati che poco hanno a che fare con la razionalità.
Anche i tifosi, comunque, traggono inevitabilmente beneficio dalla presenza della propria squadra del cuore sui social media: in questo modo, difatti, possono sentirla più vicina e raggiungibile; possono conversare soltanto con persone che condividono la stessa passione; i contenuti da fruire sono facilmente accessibili. Il tifoso non è il semplice cliente di un’azienda, ma è parte della storia del club.
Ecco, quindi, che viene lasciato libero di decidere quale cravatta la squadra dovrà indossare per la prossima stagione oppure quale inno ascoltare al momento dell’ingresso in campo, divenendo in questo modo sempre più parte attiva del club.

SOCIAL MEDIA MARKETING NEL CALCIO

Diventa necessario, dunque, affidarsi ad esperti del settore che abbiano tra le caratteristiche principali:

  • conoscenza dello sport: è di vitale importanza conoscere lo sport di cui ci si occupa per non cadere in errore e riuscire a comunicare con i tifosi in maniera diretta;
  • passione, disponibilità e spirito di sacrificio: gli eventi sportivi, soprattutto se si fa riferimento a partite di campionato, nella maggior parte dei casi sono programmati nel weekend; è necessario, quindi, riuscire ad avere grande disponibilità, mossi dalla passione per il lavoro e per lo sport, dimenticando talvolta i consoni orari “d’ufficio”;
  • capacità di lavorare in team: è necessario essere disposti a lavorare con altre persone perché determinate mansioni non sono svolgibili singolarmente e alla base di una buona pianificazione c’è un forte lavoro di gruppo;
  • curiositàe voglia di apprendere: il mondo della comunicazione – e quello dei social media nello specifico – è in continua evoluzione, quindi curiosità e voglia di apprendere sono doti essenziali per questo tipo di lavoro. È di vitale importanza, dunque, essere sempre aggiornati sui trend del social media marketing;
  • creatività: chiaramente non può mancare questa qualità perché con il tifoso va creato engagement ed è possibile raggiungere questo obiettivo attraverso la pianificazione di strategie originali;
  • organizzazione e precisione: le strategie vanno pianificate, riuscendo a prevedere in anticipo vantaggi e soprattutto eventuali svantaggi della propria campagna di comunicazione.

BUONE PRATICHE

Quali potrebbero essere, dunque, le best practice da seguire per portare avanti una vincente strategia di social media marketing nel calcio?

  • Scegliere le piattaforme giuste…: sicuramente essere presenti ovunque può essere un vantaggio perché consentirebbe di raggiungere quanti più utenti possibile, in ogni parte del mondo. È necessario, però, capire su quali social, poi, si riesce ad avere una presenza costante e, soprattutto, adeguata al tipo di strategia che si intende portare avanti. Se non si intende fare anche recruiting su LinkedIn, per esempio, aprire un account potrebbe rivelarsi inutile.
  • …e gli hashtag giusti: sicuramente individuare una espressione breve, concisa, come uno slogan, da utilizzare come hashtag sui social per portare avanti la propria identità ed ‘aggregare’ non solo i contenuti ma soprattutto i sostenitori può rivelarsi una trovata sensata ed efficace.
  • Prestare attenzione ai contenuti: pubblicare sempre gli stessi contenuti ovunque non è un buon modo per gestire diversi account sulle svariate piattaforme a disposizione. È importante, in un’ottica di valorizzazione di strategie di content marketing, prestare attenzione al proprio target postando contenuti che abbiano valore per loro, che si adattino ai vari social e che quindi offrano esperienze talvolta diverse in base al mezzo che le ospitano e le diffondono.
  • Coinvolgere il tifoso: i tifosi amano sentirsi parte della realtà che circonda la propria squadra del cuore ecco perché pensare a iniziative ad hoc per loro può rivelarsi una mossa efficace, soprattutto quando comincia a diffondersi malumore per eventuali insuccessi. Sarebbe opportuno, quindi, non limitarsi alla semplice pubblicazione di contenuti, magari asettici e privi di quell’aspetto emozionale che tanto piace agli utenti e puntare sulla curiosità, sul sentimento, ricorrendo a ricordi, quindi vittorie storiche ed indimenticabili, interviste a personaggi parte della storia della società, ma anche a contenuti esclusivi, sulla rosa del presente, difficilmente reperibili altrove, rivolgendo domande dirette alla propria fanbase, stimolando la community.
  • Avere coerenza: soprattutto per il tono di voce che si sceglie. È opportuno non mischiare ‘stili’ differenti, passando da un tono eccessivamente serioso ad uno eccessivamente ironico. È bene portare avanti, in maniera decisa, precisa e coerente il proprio modo di fare comunicazione.
  • Dare spazio agli sponsor: è importante dare spazio anche a tutte quelle aziende con cui si formalizzano accordi commerciali, coinvolgendoli in attività sui social, menzionandoli – ad esempio quando si condividono foto delle maglie della squadra –, evitando quindi di trascurarli perché anche i partner fanno il successo di una squadra (si pensi già solo all’ingresso di introiti).

 

Ormai per le società sportive è diventato un imperativo essere presenti all’interno del mondo social. Spesso però la presenza non coincide con una precisa strategia di comunicazione e di valorizzazione del proprio brand e dei propri sponsor ma solo un esserci per informare il che non è poco, ma non basta. Occorre un salto di qualità che non si può improvvisare neppure nel calcio e nello sport dilettantistico in generale.

 

L’informazione è una leva fondamentale non solo per costruire il proprio brand ma anche per coinvolgere partner, sostrenitori, sponsor etc.

 

Per le società sportive è arrivato il momento di capire il ruolo strategico della comunicazione, e questo è il passaggio culturale che in molti auspichiamo da tempo: la comunicazione non è un costo, non è un’operazione estetica e non è solo un elemento per sviluppare relazioni e produrre socialità.

 

La comunicazione è approccio culturale, è investimento, è condivisione di valori; è la leva strategica fondamentale, sulla quale si basano tutte le altre: la raccolta fondi, la costruzione del brand, la rappresentanza politica, le relazioni pubbliche, i rapporti con i media, ecc.

 

E tu cosa ne pensi?

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 mugellomedia@gmail.com
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A una certa età

Nel mio quotidiano vagabondaggio sul web, mi sono imbattuto in un bellissimo pensiero di Claudio Gagliardini notissimo professionista del web, esperto in web marketing e comunicazione in rete, relatore, speaker e formatore, blogger e autore. Un pensiero che mi ha interrogato perché ha sintetizzato molto bene la situazione professionale e umana che sto vivendo. Come si dice “un po in là” con l’età ma con ancora la voglia di lottare e buttarsi in una nuova avventura che sarà quella di Mugello Media. Ci siamo quasi.

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Claudio Gagliardini

Che strana questa mia età. A volte mi sento troppo giovane dentro, per essere così vecchio di fuori, con la vista che cala ogni giorno di più e la quotidiana fatica di vivere che mi costringe a stupirmi quando mi sento forte come un leone.


Se guardo indietro faccio fatica a ricordare tutto, perché di cose ne ho fatte tante e di gente ne ho incontrata. Le persone me le ricordo quasi tutte, ma i luoghi, le circostanze, i dettagli sembrano amalgamati e indistinti, come un frullato in cui a stento riconosco il profumo o il sapore dei singoli frutti, abbracciati nel latte.


Se guardo indietro vedo tanti anni in fila, gli ultimi dei quali volati via in un attimo troppo breve. Davanti non so quanti ce ne siano. È questo il segreto del tempo che passa, io credo. Se sapessimo quanto tempo ci resta da vivere naufragheremmo nei calcoli e nella pianificazione, come in fondo già facciamo pur senza sapere.

Invece navighiamo a vista e viviamo a memoria, mettendo in gioco quello che abbiamo e scommettendo ogni giorno sul futuro, che il passato ormai è andato e il presente dura troppo poco per riuscire a gestirlo.

Viviamo, che altro non sappiamo fare, imparando troppo tardi quello che ci sarebbe servito per vivere ciò che abbiamo vissuto. Per questo abbiamo fatto degli sbagli, primo tra tutti quello di non capire che c’è una sola risposta a tutto questo. Amore, niente conta di più e questo è tutto ciò che so, in questo strano tempo in cui mi sento un ragazzino emozionato nel corpo di un grassoccio signore poco oltre la mezza età.

Hai 5 minuti? Ti racconto cosa significa fare fundraising, per me

Nonprofit Blog di Elena Zanella

Per la prima volta, userò un altro canale rispetto alla parola scritta. Provo a presentare il mio modo di fare e pensare al fundraising con la voce e attraverso un video.

Per questo, devo ringraziare la Uildm Direzione Nazionale che lo scorso giugno ha registrato il mio intervento di oltre un’ora durante le manifestazioni nazionali annuali. Di tutto il registrato, ho estratto pochi minuti in cui descrivo, spero in modo chiaro, l’approccio al fundraising che seppur qui rivolto a descrivere l’attività proposta e prodotta con l’organizzazione mia cliente, può facilmente essere declinata su enti diversi come ascolterai, perché la filosofia che adotto ha un’unica origine e un obiettivo unico: l’investimento nel fundraising deve prevedere un’attività e dei comportamenti prudenti, ragionati e strutturati che, se ragionevoli e organizzati, danno ritorni costanti e via via crescenti.

Buona visione.

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Cara Assif, dove sei?

Nonprofit Blog di Elena Zanella

Ho pensato molto se scrivere o meno questo post. Ci ho riflettuto a lungo. Chi mi conosce bene sa come sia cambiato il mio approccio ultimamente. Sono diventata, per così dire, più moderata. Ho quindi bandito per quanto possibile l’approccio polemico e di pancia, preferendo un atteggiamento più maturo e calmierato. Queste poche righe, dunque, andranno in questa direzione ma ciononostante sento la necessità di scriverle perché ho bisogno che qualcuno mi aiuti a capire.

Il risultato di #fuorileliste del #5×1000,

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Attivi i retweet con commento

Importante novità per Twitter.

Sarà possibile incorporare un tweet all’interno del nostro così da aggirare il limite dei 140 caratteri.

Così come accade su Facebook è possibile retwittare un post aggiungendo un commento personale.

Finalmente arrivano i “Retweet con commento“. I primi test erano partiti l’estate scorsa ora finalmente è possibile

Per il momento la funzione è disponibile nella versione browser di Twitter e iOS app.

Davvero una importante novità che facilita la partecipazione e l’interazione senza la gogna dei 140 caratteri.

 

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L’app Nuzzel: una piacevolissima sorpresa

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Trovare una notizia interessante non è un compito facile. Ancor di più trovare quella che interessa davvero ai tuoi amici o follower.

L’app Nuzzel può essere lo strumento che stai cercando.

Si può accedere a questa app tramite il proprio account Twitter o Facebook per andare a visualizzare quello che i tuoi amici leggono e condividono insieme ai loro amici; notizie che probabilmente interessano anche se nessuno ne parla ancora.

Nuzzel fruga tra i tuoi social network e te li presenta  in un modo poco ingombrante in un’unica schermata molto intuitiva.

Ti aggrega i link condivisi dalle persone che segui su Twitter e Facebook in un determinato periodo di tempo come pure ti trova i link più condivisi nelle  ultime ore. Ieri, un giorno specifico della settimana passata, l’orario o collegamenti della scorsa settimana. Questo è possibile premendo il pulsante date in alto a destra.

È possibile utilizzare Nuzzel per recuperare i link Twitter dopo alcuni giorni, oppure si può leggere  come un riepilogo giornaliero e ricevere le notifiche.

E non è finita. Puoi ri-condividere le notizie che trovi, sul tuo account Twitter o nel tuo profilo Facebook e con l’IPad, usare AirDrop e altra cosa importantissima, dalla funzione “setting”, personalizzare i tuoi feed.

Per quanto mi riguarda, mi sono innamorato di Nuzzel fin dall’inizio. Cercavo un app per capire rapidamente di cosa stavano parlando le persone che seguivo su Twitter, e mi sono imbattuto in questa semplice utility molto sobria ed efficace.

Sto usando Nuzzel per iPhone ogni giorno, e dal momento che ho anche l’applicazione per il mio iPad, preferisco recuperare notizie e scoprire i collegamenti sullo schermo più grande dove sono tutte le mie applicazioni legate al lavoro.

Insomma: Nuzzel è stata per me una piacevolissima sorpresa.

Provala, non te ne pentirai

Nuzzle è disponibile su Apple Store

Fabio Ceseri

Il fundraising è nella Riforma del terzo settore

Nonprofit Blog di Elena Zanella

foto Luigi Bobba da VitaLa Commissione Affari Sociali della Camera ha finalmente licenziato il Testo completo della Riforma del Terzo settore e il fundraising c’è! La raccolta fondi entra così, per la prima volta, in un testo di legge del nostro Paese. E’ un traguardo importante per tutto il mondo dell’associazionismo e per tutte quelle forme sociali di terzo settore per cui il fundraising ricopre un ruolo strategico nelle proprie politiche di sostenibilità.

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Verso il 2030: il lavoro sarà migrazione, tecnologia, specializzazione

In questo blog, un’analisi molto interessante sul futuro del lavoro.

Elenatorresani

Miroslav Sasek Miroslav Sasek

Nelle nostre mani, oggi, abbiamo dati (alcuni inconfutabili) che ci danno elementi importanti per prevedere quello che sarà il mercato del lavoro tra 15 anni.
Un panorama che interessa la mia generazione, ma soprattutto i giovani che ora sono in età scolare e dovranno fare i conti con un mercato molto diverso da quello attuale.
La scarsa natalità che si sta registrando in molti Paesi (non solo in Occidente, ma anche in Cina a causa della regola del figlio unico) porterà ad una crisi della forza lavoro laddove l’economia si sarà mantenuta sana e viva: a compensazione, sarà necessario attrarre professionisti e manodopera dall’estero.
Ma quali professionisti, quale manodopera?
Il ruolo rivoluzionario che la tecnologia sta avendo in questa fase dell’economia mondiale, imporrà (come in parte sta già facendo ora) una formazione sempre più alta della forza lavoro: operai specializzati, ingegneri, ricercatori, professionisti del digitale, tutti con

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Terzo settore e social network

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Il mondo del Terzo Settore sembra aver acquisito familiarità con i social network 

Naturalmente Facebook, You Tube, Twitter, Google+, Linkedin, sono i social più usati e che registrano un sempre maggiore gradimento nelle organizzazioni non profit.

Tra i canali social utilizzati c’è un incremento nell’utilizzo di Google+ da 15% a 27%.

Aumenta anche il numero di onp che usa Linkedin tutti i giorni: dal 2% al 10% e che carica più di 50 video la settimana su You Tube (da 14% a 19%).

Il Terzo Settore ha aumentato la familiarità con l’uso dei social network (dal 19,5% che non li utilizzava dell’anno scorso al 11%) ma allo stesso tempo, aumentano anche  le criticità nell’uso dei social media tra le organizzazioni di 2° e 3° livello (da 47% a 63%) e diminuiscono molto tra le OdV (da 48% a 19%). In aumento anche la  familiarità con questi strumenti dove si registra un incremento, seppur ridotto, dal 54% al 58%.

L’80% delle organizzazioni usa i social per avere più visibilità, il 65% per sensibilizzare alla propria mission e un dato molto negativo, si scende al 28% per ottenere donazioni e fondi anche se in aumento rispetto al 2013 (15%). Un aumento importante ma non ancora sufficiente. Forse non si è ben capito l’importanza tra comunicazione e donazione.

I social media rivestono un’importanza strategica nelle politiche del mondo non profit e secondo questi dati, c’è ancora molto da fare.

 

Vuoi incentivare la tua visibilità, migliorare la tua comunicazione e anche con l’uso dei social network?

Sono a disposizione della tua organizzazione

Richiedi una consulenza gratuita al seguente indirizzo mail

socialweb.consulting@gmail.com

 

Fonte: La comunicazione digitale nel nonprofit: usi, rischi, opportunitàFondazione Sodalitas e IDD 

Facebook lancia “Say – Thanks” un modo di dire grazie con un video

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Facebook lancia un modo di dire grazie e lo fa con il metodo più perforante di adesso e cioè con la possibilità di creare dei video personalizzati attraverso la selezione di foto dal proprio profilo.

Una buona imitazione dell’app Magisto con la quale, alla stessa maniera, si possono creare video molto carini, personalizzandoli con le proprie foto.
Il “like” quindi non basta più.
Per farlo basta andare qui,  scegliere un amico, scegliere tra due (al momento) tipologie di template:  vecchi amici oppure amici.

Per finire, selezioni le foto (max 15) e anche una frase tratta da un tuo vecchio post. C’è anche la possibilità di caricare nuove foto non presenti su Facebook attraverso il pulsante “Aggiungi foto”.

Un consiglio: più le foto saranno significative e più il video farà effetto.

Ogni template ha diverse musiche.

Naturalmente sarà possibile condividerlo e si potrà farlo con le modalità che ormai da tempo Facebook ha scelto: pubblica, visibile solo agli amici o solo al diretto interessato, come per un normale post. Il destinatario sarà taggato e dunque il filmato comparirà anche sulla sua pagina”
Anche questa funzione Facebook intensifica il suo percoso social:  Dall’app per le donazioni contro Ebola,  Internet.org, fino a Say Thanks.
Potrete usare questa applicazione:  dagli auguri di compleanno o di buon Natale, fino al matrimonio e perchè no, ringraziare i donatori di una organizzazione non profit ”.
Ma anche semplicemente per dire “grazie di esserci”.
Non sempre sui social….si “cazzeggia”.
Fabio Ceseri